Tesya – Efficientamento energetico e decarbonizzazione per le aziende

Il blog dell’efficientamento energetico per le aziende

Il blog dell’efficientamento
energetico per le aziende

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energetico per le aziende

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energetico per le aziende

Come già saprai, le aziende che operano nel settore lattiero-caseario presentano un elevato fabbisogno di energia e si ritrovano quasi quotidianamente a combattere la battaglia dei consumi energetici, con il duplice obiettivo di risparmiare sulla bolletta e di rendere più sostenibile la propria attività produttiva.

Sorge, allora, spontanea la domanda: quali soluzioni energetiche possono davvero fare la differenza in questo settore?

Trattandosi di un problema comune a chi opera nella filiera, abbiamo pensato di raccontarti come, grazie a una soluzione energetica multi-tecnologia, abbiamo drasticamente ridotto i consumi energetici di un nostro cliente, rendendo più sostenibile la sua produzione. Sì, perché l’impatto della produzione di bestiame, in particolare dei bovini, rappresenta la metà dell’impatto ambientale di tutto il sistema agricolo, il quale a sua volta rappresenta circa il 10-12% delle emissioni globali di gas serra: un’azienda del settore lattiero-caseario deve quindi oggi fare sempre di più i conti con le emissioni!

Agire in modo proattivo rendendo sempre più sostenibile la propria azienda significa avere una più elevata probabilità di ottenere benefici futuri e vantaggi competitivi.

Lo scenario di partenza

Come molte aziende della filiera, lo stabilimento del nostro cliente richiede il consumo di energia elettrica, termica e frigorifera con un carico maggiore nelle ore diurne ma con una richiesta energetica anche nelle ore notturne.

Oltre ai consumi, però, vanno considerate le emissioni!

Nel caso del nostro cliente, le elevate emissioni di CO2 derivavano da:

  • approvvigionamento di energia elettrica da rete nazionale – emissioni di CO2 indirette prodotte da terzi;
  • consumo di energia termica – la produzione di emissioni avviene tramite la combustione del gas naturale.

Inoltre, la generazione separata delle due forme di energia comporta un’inefficienza e quindi una maggiore energia primaria consumata.

I benefici di una soluzione multi-tecnologia integrata

Alla luce di questa situazione, peraltro tipica di molte altre aziende del settore, abbiamo proposto al nostro cliente una soluzione multi tecnologia volta ad accompagnare l’azienda a intraprendere un percorso di transizione energetica.

La nostra soluzione ha previsto l’integrazione di due differenti tecnologie:

1. Il fotovoltaico: fornisce energia completamente rinnovabile e a emissioni zero; si tratta di una tecnologia accessibile e modulare che permette di trasformare tetti inutilizzati in fonte di energia rinnovabile, con un risparmio dei costi energia superiori al 40% e tempi di ritorno dell’investimento ridotti (3 -5 anni).

fotovoltaico settore lattiero caseario

2. La cogenerazione: questa tecnologia è estremamente efficiente, flessibile e programmabile e offre 8500 ore operative all’anno. Oggi l’impianto di cogenerazione è alimentato principalmente con il gas naturale di rete, ma la tecnologia è pronta e facilmente adattabile a un futuro utilizzo con i gas verdi.

cogenerazione settore lattiero caseario

Va precisato che è proprio l’integrazione delle due tecnologie a fare la differenza e a soddisfare pienamente i bisogni energetici dell’azienda.

Se prima dell’intervento firmato XIBER – CGT, i flussi energetici venivano soddisfatti dalla rete gas e dalla rete elettrica mediante l’uso di chiller e caldaie di stabilimento, la situazione post operam rappresenta un modello virtuoso di Transizione Energetica.

Come? Vediamo nel dettaglio alcuni benefici della soluzione che ha fatto la differenza in questo stabilimento produttivo:

  • La trigenerazione fornisce energia elettrica, termica e frigorifera grazie alla presenza di un assorbitore e solo una parte di energia elettrica viene acquistata dalla rete. Inoltre, la cogenerazione rende l’utilizzo del gas naturale più efficiente a livello globale.
  • La produzione di energia tramite fotovoltaico permette di compensare la parte di energia elettrica che dovrebbe essere acquistata dalla rete. Presenta picchi di produzione nelle ore centrali del giorno e nei mesi estivi, garantendo generazione di energia completamente sostenibile e una riduzione dei costi; i carichi notturni sono soddisfatti dal cogeneratore, che modula di notte e fornisce il baseload elettrico, con un funzionamento costante e continuo.

Il risparmio energetico

La sinergia fra le due tecnologie determina il raggiungimento di eccellenti KPI energetici, ambientali ed economici, con ottimi tempi di ritorno, grande risparmio di energia primaria e una notevole riduzione delle emissioni.

Nell’immagine sottostante puoi vedere nel dettaglio i benefici energetici, economici e di sostenibilità che porta l’integrazione delle due tecnologie su di uno stabilimento tipico di lavorazione del latte:

CHP FV rev02

Il raggiungimento di tali obiettivi è stato reso possibile non solo dall’installazione degli impianti ma da una serie di servizi digitali e all’avanguardia che rendono possibile la loro supervisione energetica.
iClab, piattaforma proposta da CGT in collaborazione con TRIGENIA, propone delle regolazioni sugli impianti di produzione ai fini di ottenere il miglior regime di esercizio possibile, ottimizzato dal punto di vista energetico ed economico.

L’Energy Report è uno strumento “web based” sviluppato da CGT per mettere a disposizione del Cliente un reporting energetico intuitivo, semplice ed efficace per un’analisi di alto livello della produttività e della redditività degli impianti di cogenerazione. Attraverso un portale dedicato, si ha facilmente accesso a tanti dati utili: le emissioni di CO2 evitate, il margine operativo, i risparmi maturati, storico di produzione elettrica, termica e frigorifera, oltre alle loro proiezioni future.

Solar Coach, un’unica piattaforma e un team di esperti a disposizione per semplificare la gestione dell’energia e migliorare le performance del tuo impianto fotovoltaico. Un servizio a 360° che permette di: comprendere i flussi di cassa dei pagamenti GSE ed il risparmio ottenuto in bolletta, conoscere le opportunità di massimizzazione di rendimento derivanti dall’impianto e ricevere una consulenza sugli interventi più idonei di manutenzione ordinaria e straordinaria, essere sempre in regola con gli adempimenti obbligatori annuali richiesti dagli enti competenti (GSE, ARERA, Agenzia delle Dogane).

XIBER e CGT, le due società del gruppo TESYA impegnate nelle soluzioni energetiche, ti possono supportare in ogni passo del percorso di transizione energetica. Una Task Force Energia in grado di costruire per te un progetto su misura chiavi in mano.

E se non sai da dove iniziare per intraprendere il tuo percorso verso la transizione energetica, affidati a noi: siamo il partner ideale per portare chiarezza e concretezza, e costruire insieme il tuo percorso ideale attraverso i servizi di consulenza sustainability and efficiency: Carbon footprint, Diagnosi energetica e piano di decarbonizzazione. Una chiara guida per raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità ed efficienza!

La nostra Task Force Energia, dopo uno studio di fattibilità basato sulla tua situazione di partenza ed esigenze, ti propone una soluzione personalizzata che consente un risparmio significativo in termini di energia, di costi e di minori emissioni. Parallelamente è in grado di offrirti un piano di implementazione, investimento, consulenza per l’accesso alla finanza agevolata e il calcolo del business plan complessivo con il dettaglio dei risparmi.

Finalmente è arrivato il momento tanto atteso: il decreto attuativo del Piano Transizione 5.0 è in fase di approvazione finale presso la Corte dei Conti.

In attesa della sua imminente pubblicazione ufficiale e del rilascio della circolare contenente le linee guida operative, vediamo insieme come non farsi scappare questa grande opportunità!

I beneficiari sono potenzialmente moltissimi! Gli incentivi possono infatti essere richiesti da imprese di qualsiasi dimensione appartenenti a quasi tutti i settori e le risorse a disposizione ammontano a 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025.

Tuttavia, ottenere questi benefici non è affatto semplice per le imprese. Il rischio di ritrovarsi senza accesso agli incentivi dopo aver effettuato un grosso investimento è decisamente concreto se non ci si affida a professionisti del settore!

Come fare, quindi, per evitarlo? Ecco a cosa è essenziale fare attenzione.

Affidati a XIBER e al Gruppo TESYA, e verifica che la tua azienda abbia tutte le carte in regola per rientrare tra i beneficiari del Piano Transizione 5.0!

Progetto senza titolo

Cos’è il Piano Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 mira a incentivare la doppia transizione digitale ed energetica dei processi produttivi. Sono incentivabili le spese per beni materiali e immateriali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa, di cui agli allegati A e B del piano industria 4.0 (BENI TRAINANTI), purché portino a una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% del fabbisogno aziendale o, in alternativa, di almeno il 5% dei processi interessati (processo target oggetto dell’investimento).

Solo se soddisfatte le condizioni di riduzione dei consumi energetici per i progetti di innovazione di cui sopra, saranno agevolabili (BENI TRAINATI) anche:

  • Gli impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile (fotovoltaico) destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti di stoccaggio energia;
  • Impianti per la produzione di energia termica utilizzata come calore di processo, elettrificata tramite energia elettrica autoprodotta o certificata come rinnovabile;
  • Spese per la formazione del personale in competenze per la transizione verde.

Quali sono i benefici?

Le aziende che soddisfano i requisiti possono accedere a crediti d’imposta fino al 45%. Un’occasione da non perdere per le aziende, ma che richiede una particolare attenzione alla parte burocratica e precisione in ogni passaggio.

Ultime Novità

Oltre agli impianti per la produzione di energia termica, nell’ultima versione del decreto sono state introdotte modifiche significative circa:

  • Dimensionamento e tempi di connessione alla rete degli impianti fotovoltaici;
  • Ruolo del GSE, comunicazioni e documenti da produrre;
  • Registro moduli e certificatori.

Consulta l’ultima versione del decreto attuativo per conoscere tutti i dettagli!

I punti critici che possono bloccare l’accesso al credito

  • FONDI LIMITATI

    La prima difficoltà da tenere in considerazione è che i fondi del Piano Transizione 5.0 sono disponibili solo su prenotazione e fino ad esaurimento, il che rende essenziale prepararsi in anticipo e procedere alla prenotazione appena possibile!

    • PROCEDURA COMPLESSA E CERTIFICATORI COMPETENTI E AFFIDABILI

    C’è poi un’altra criticità da considerare: non è sufficiente per le imprese dichiarare che il nuovo bene acquistato risponda ai requisiti per essere incentivabile.

    Si devono infatti percorre vari step e produrre diverse attestazioni specifiche e comunicazioni. In particolare, è indispensabile ottenere:

    • Una certificazione EX ANTE che attesti la riduzione dei consumi energetici conseguibili tramite gli investimenti nei beni (diversi da quelli per l’autoproduzione dell’energia);
    • Una certificazione EX POST che attesti l’effettiva realizzazione degli investimenti conformemente a quanto previsto dalla certificazione ex ante;
    • Una perizia asseverata sull’avvenuta interconnessione dei beni strumentali acquistati al sistema aziendale.

    Queste certificazioni possono essere emesse da soggetti specifici e indipendenti, tra cui gli EGE – Esperti in Gestione dell’Energia accreditati UNI CEI 11339 e le ESCo – Energy Service Company accreditate UNI CEI 11352.

    Come esplicita la norma sarà fondamentale avere “competenze e comprovata esperienza nell’ambito dell’efficienza energetica dei processi produttivi”.

    La procedura per presentare la richiesta di incentivo è infatti molto complessa e richiede un carico di lavoro oneroso.

    Ma c’è una buona notizia: per le piccole e medie imprese le spese per la certificazione EX ANTE e EX POST sono riconosciute a incremento del credito d’imposta fino a un massimo di 10.000€, mentre le spese per la certificazione della documentazione contabile sono riconosciute in aumento del credito fino ad un massimo di 5.000€ (per le imprese non obbligate a revisione legale).

    • INVESTIMENTI IN BENI NON IDONEI

    Ovviamente, qualora l’impresa investisse in beni che in realtà non possono essere incentivati, non avrebbe accesso ai crediti.

    Un esempio? Il solo investimento in un impianto fotovoltaico, come bene per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, non consente da solo di attivare il beneficio 5.0.

    Rientra infatti tra gli interventi incentivati solo come bene trainato. Bisognerà quindi necessariamente effettuare un investimento in un bene 4.0 (Trainante) che rispetti i requisiti 5.0 per poter godere degli stessi benefici fiscali anche sull’impianto Fotovoltaico!

    Il rischio di errori, impegnandosi in acquisti insostenibili per l’azienda senza possibilità di recuperare il credito, è quindi molto elevato.

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    Come essere certo che la tua azienda abbia tutte le carte in regola per rientrare tra i beneficiari del Piano Transizione 5.0?

    È cruciale collaborare con esperti del settore che possono guidare la tua azienda nella definizione del piano investimenti per l’efficientamento energetico e attraverso il complesso processo di certificazione e gestione documentale.

    XIBER, ESCo accreditata UNI CEI 11352 del Gruppo TESYA, è il partner affidabile che ti offre supporto completo dalla valutazione iniziale fino alla certificazione finale. Garantiamo il rispetto di tutte le normative e requisiti, assicurando che la tua azienda possa massimizzare gli incentivi senza rischi inutili!

    Preparati sin da ora per assicurarti di non perdere questa occasione di crescita e innovazione. Possiamo davvero aiutarti a portare la tua azienda a un livello superiore di competitività, produttività ed efficienza.

    Non perdere l’accesso agli incentivi del Piano 5.0: chiamaci per verificare la fattibilità del tuo investimento 5.0!

    È uno dei servizi della nostra Task Force Energia: clicca sul pulsante per avere informazioni.

    Hai un impianto fotovoltaico aziendale con una potenza superiore a 50kWp e non hai mai verificato che stia performando al meglio? È il momento di intervenire.

    L’estate si sta avvicinando, e questa stagione per chi ha un impianto fotovoltaico aziendale è particolarmente importante.

    Ma purtroppo ci sono tantissime aziende che non riescono ad approfittare adeguatamente dei mesi estivi per produrre il massimo quantitativo di energia consentito dal loro impianto, perché quest’ultimo non sta lavorando come dovrebbe.

    Più dell’80% degli impianti fotovoltaici installati non produce quanto dovrebbe, e questo può accadere per diversi motivi:

    • Eventi atmosferici e naturali: la grandine, un eccessivo ombreggiamento, il deposito di detriti ambientali o anche la semplice bava delle lumache possono ridurre le prestazioni dei pannelli.
    • Deterioramento: la delaminazione o la rottura meccanica di una cella hanno un impatto diretto sulle performance dell’impianto.
    • Difetti di manutenzione e installazione: non basta una semplice ispezione visiva per individuare ad esempio le anomalie termiche (hot spot) o il malfunzionamento del diodo by-pass.

    Mediamente un impianto fotovoltaico aziendale ha un ciclo di vita di 30 anni e può generare un valore che arriva a circa 5 volte l’investimento iniziale. Solo che per avere questi risultati è essenziale mantenere l’impianto in salute, oppure i tempi di rientro dell’investimento salgono in maniera esponenziale.

    Generalmente, se c’è stata una forte grandinata si tende a controllare lo stato dei pannelli, mentre è più difficile accorgersi ad esempio della presenza di hot spot, che non si rilevano a occhio nudo.

    Come fare, quindi, per essere certi di avere un impianto fotovoltaico aziendale che “lavora” come dovrebbe? È essenziale sottoporlo a un check-up adeguato, oppure si rischiano grosse perdite economiche.

    Attenzione: il tuo impianto potrebbe produrre la metà di quanto dovrebbe!

    Molte aziende, una volta installato il proprio impianto fotovoltaico, non provvedono ad attivare un servizio di monitoraggio o di manutenzione ordinaria per controllarne lo stato di salute. Soprattutto quando l’impianto non dà segni evidenti di malfunzionamento o di guasti, si tende a fare l’errore di pensare che tutto funzioni normalmente, quando in realtà potrebbe non essere così.

    Ad esempio, di recente il team XIBER è stato contattato da un’azienda del settore metalmeccanico, attiva nella provincia di Modena, per una verifica delle condizioni del proprio impianto fotovoltaico, installato nel 2011.

    Quello che è emerso dal check-up XIBER è che la produzione reale annua di energia era la metà di quella attesa. Tradotto in termini ancora più pratici, l’azienda stava perdendo ogni anno circa 38.500€ di incentivi GSE a causa di questo ribasso delle prestazioni del fotovoltaico.

    In breve: l’impianto fotovoltaico installato dall’azienda ha una potenza di 200 kWp e dovrebbe produrre 260 MWh di energia l’anno, mentre al momento del check-up ne produceva in realtà solo 132 MWh. A 12 anni dall’installazione, quindi praticamente a un terzo del suo ciclo di vita, l’impianto aveva perso il 51% delle sue performance.

    A cosa è dovuto questo crollo delle performance dell’impianto fotovoltaico?

    La soluzione XIBER

    Per esaminare le condizioni dei pannelli fotovoltaici, abbiamo effettuato un’ispezione termografica con drone, che ci ha permesso di controllare il 100% dei moduli installati sul tetto dell’azienda. Abbiamo così rilevato una serie di hot spot, che non solo avevano abbassato del 50% la produttività dell’impianto ma che ne stavano anche minando la sicurezza: queste anomalie sono infatti tra le prime cause di incendio nel fotovoltaico.

    Abbiamo quindi analizzato a fondo la situazione e proposto un piano di intervento, che è stato poi accettato e messo in pratica: abbiamo effettuato un revamping dell’impianto fotovoltaico con nuovi pannelli di ultima generazione ad alta efficienza e stilato un programma di manutenzione preventiva.

    La soluzione proposta da XIBER prevede:

    • tempo di rientro dell’investimento per il revamping inferiore a 3 anni.
    • + 40.000€ l’anno di incentivi GSE.
    • Risparmio di circa 20.000€ all’anno in bolletta, il 30% di quanto l’azienda spendeva.
    • -35 tonnellate/anno di emissioni di CO2.

    Se non avessimo effettuato il check-up, questa azienda avrebbe quindi continuato a perdere denaro e ad avere un impatto ambientale ben più elevato di quanto credeva.

    Hai mai verificato le performance del tuo impianto fotovoltaico aziendale?
    Non perdere tempo:
    effettua un check-up prima dell’estate, in modo da approfittare al massimo di tutte le ore di sole dei prossimi mesi!

    Se il tuo impianto ha una potenza superiore a 50kWp, richiedici il nostro SunCheckPro: il check-up XIBER che protegge il tuo lavoro e il tuo investimento. È composto da:

    • Check-up tecnico: ispezione visiva e termografica con drone dell’impianto.
    • Analisi delle performance di produzione ed economiche, con controllo degli adempimenti burocratici.
    • Report finale con resoconto delle anomalie rilevate, dei loro effetti sulla produttività dell’impianto e delle soluzioni correttive che possono essere messe in atto per ottimizzare le performance.

    XIBER è l’azienda del Gruppo TESYA che accompagna le aziende nel percorso di transizione energetica e decarbonizzazione per migliorarne la competitività. Le nostre soluzioni chiavi in mano integrano spontaneamente diverse tecnologie, come fotovoltaico, sistemi di accumulo, pompe di calore, sistemi di illuminazione efficiente e molto altro, offrendo la comodità di avere un unico interlocutore per tutte le fasi del loro percorso: diagnosi energetica, progettazione, realizzazione, assistenza tecnica, monitoraggio da remoto e ottimizzazione dei parametri operativi.

    In questo momento il tuo impianto fotovoltaico potrebbe farti perdere energia e denaro: scopri subito se è così, e rendi di nuovo vantaggioso il tuo investimento!

    SunCheckPro è uno dei servizi della nostra Task Force Energia: clicca sul pulsante per avere informazioni sullo stato di salute del tuo impianto fotovoltaico aziendale.

    Ha ancora senso investire nella cogenerazione?
    Questa è una domanda che spesso le aziende che incontriamo ci chiedono: seppur consapevoli della necessità di modificare i propri processi per renderli più efficienti e sostenibili, nutrono alcuni timori sulla cogenerazione e sui suoi sviluppi futuri.

    È una domanda legittima ma per poter avere una risposta chiara bisogna approfondire il tema della cogenerazione, considerando il suo funzionamento, la normativa di riferimento e i suoi sviluppi futuri.

    Partiamo intanto dalla premessa che, in generale, la transizione energetica e tutte le tecnologie che la accompagnano sono temi complessi che presuppongono conoscenze approfondite. Solo acquisendo tutta una serie di informazioni è possibile capire se l’investimento porterà ai risultati sperati.

    Nel caso specifico della cogenerazione, alcune aziende sono titubanti su questa tecnologia dal momento che prevede l’utilizzo di un gas naturale che, essendo un combustibile fossile, genera emissioni di CO2. Sorge, quindi, una seconda domanda: ha senso investire su una tecnologia che prevede l’utilizzo di un gas naturale?

    Ne consegue un “cortocircuito” per cui ci si chiede se la cogenerazione, oltre a un risparmio in termini di consumi energetici, comporti un’effettiva diminuzione delle emissioni di CO2.

    Cerchiamo allora di fare chiarezza.

    La normativa di riferimento

    Una breve analisi del contesto normativo può aiutare a rispondere alla domanda e a infondere maggiori consapevolezze nelle persone più titubanti.

    La Cogenerazione ad Alto Rendimento è stata inserita nella Tassonomia Europea fra le attività economiche sostenibili che contribuiscono in modo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento agli stessi. Questo conferma il ruolo fondamentale della cogenerazione a gas naturale per la transizione energetica ed è la stessa Unione Europea a dirlo.

    Infatti, la cogenerazione propone una modalità di utilizzo virtuosa e sostenibile del gas naturale che, peraltro, si applica particolarmente bene a tutti quei settori in cui l’utilizzo del gas è ancora imprescindibile.

    Basti pensare che a parità di energia (elettrica e termica) prodotta con la cogenerazione si risparmia 20-25% di combustibile a monte.

    Inoltre, la Cogenerazione è anche presente nel PNIEC italiano 2030 (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) e nella Energy Efficiency Directive europea quale misura per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica. Lo strumento incentivale dei Certificati Bianchi, in vigore da più di dieci anni, dimostra questa volontà.

    Da questi due riferimenti normativi emerge chiaramente come l’utilizzo del gas naturale sia ancora parte integrante della strategia europea e italiana volta al raggiungimento degli obiettivi ambientali e climatici.

    I benefici della cogenerazione

    La cogenerazione non solo è riconosciuta universalmente quale più efficiente tecnologia per ridurre i consumi di energia primaria a livello di sistema, ma contribuisce anche a una riduzione globale delle emissioni di CO2.

    Infatti, nonostante l’utilizzo di un gas naturale, il miglioramento globale dal punto di vista emissivo è legato a:

    • le emissioni di CO2 evitate dalla produzione combinata di energia elettrica e calore;
    • la sostituzione di energia da rete elettrica nazionale con impianti di cogenerazione.

    È una tecnologia con una altissima riduzione di CO2 in relazione all’investimento, raggiungendo valori di riduzione specifica di CO2 di 600 kgCO2/anno evitati per ogni 1.000 € investiti.

    In particolare la riduzione delle emissioni di CO2 è strettamente legata all’uso di un approccio market-based, approccio considerato più preciso rispetto al location-based dal Protocollo sui gas a effetto serra (Greenhouse Gas Protocol). Infatti quando si parla di emissioni evitate, si tende a considerare come riferimento il mix di rete nazionale. Questo mix però tiene conto solo della produzione e non di quanta energia green viene poi destinata a determinati soggetti per via di PPA, Garanzie d’Origine ecc. Il mix nazionale quindi non è davvero rappresentativo dell’emissività dell’energia che preleviamo dalla rete, la quale, se si tiene conto delle dinamiche di mercato (approccio market-based) è maggiore dell’emissività della cogenerazione.

    Qual è il futuro della cogenerazione?

    Chi oggi investe nella cogenerazione si chiede:

    • il mio investimento ha un futuro?
    • cosa succederà quando il gas di origine fossile sarà superato?

    Innanzitutto, consideriamo che la cogenerazione è una tecnologia neutra rispetto al combustibile: non devo per forza usare il gas naturale, è possibile utilizzare anche i gas verdi.

    Dal punto di vista del funzionamento dell’impianto, la cogenerazione è già pronta ad accogliere i gas verdi, quando il mercato sarà pronto. E quando avverrà questo passaggio, non sarà necessario smantellare gli impianti o le infrastrutture esistenti dal momento che consentono l’utilizzo sia del gas naturale che dei gas verdi, garantendo in ogni caso un altissimo rendimento.

    Monitoraggio e ottimizzazione dell’impianto

    Tra i benefici tangibili della cogenerazione vanno considerati i servizi digitali e avanzati che aiutano gli operatori nella gestione quotidiana e nell’ottimizzazione dei propri impianti. Sono disponibili strumenti di supervisione online degli impianti che ne permettono il monitoraggio continuo, con storicizzazione dei dati. Sono presenti anche servizi di reportistica sulle prestazioni e i parametri economici degli impianti, per ottimizzare l’esercizio e massimizzare la redditività e le performance ambientali.

    Con questo post speriamo di aver risposto ad alcune delle domande più frequenti che le aziende ci pongono sul tema della cogenerazione; è bene però tener a mente che la scelta della tecnologia più adatta per proiettare la tua azienda in un futuro più green e renderla più competitiva nel mercato si basa su un’analisi dettagliata e specifica della tua situazione.

    Noi di CGT, dealer Caterpillar dal 1934, siamo leader nel campo della co/trigenerazione a gas naturale e a biogas; per supportare le aziende nella transizione energetica abbiamo creato una Task Force Energia specializzata nella progettazione, costruzione, gestione e ottimizzazione di impianti chiavi in mano. Siamo un punto di riferimento per le aziende che hanno bisogno di soluzioni energetiche personalizzate in grado di garantire un risparmio significativo in termini di energia, costi e riduzione delle emissioni.  Parallelamente siamo in grado di offrirti un piano di implementazione, investimento, consulenza per l’accesso alla finanza agevolata e il calcolo del business plan complessivo con il dettaglio dei risparmi.

    L’Unione Europea ha posto tra le sue priorità la transizione energetica di aziende e privati, indicando agli stati membri degli obiettivi molto chiari in termini di riduzione di emissioni, definendo anche un sistema di incentivi per favorire gli investimenti in questo senso. Basti pensare al Piano Transizione 5.0, (decreto-legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo 2024 e a breve operativo) , che introduce importanti incentivi a supporto della transizione digitale ed energetica dei processi produttivi.

    Al tempo stesso l’investimento sulla transizione energetica consente alle aziende di essere più competitive sul mercato; le aziende che compiono questo passo non solo riducono i costi energetici ma risultano anche più attraenti sul mercato agli occhi di partner commerciali, investitori e clienti.

    Le imprese che non si adeguano al cambiamento rischiano seriamente di restare un passo indietro agli altri.

    Nonostante l’importanza di queste premesse, la transizione energetica non è un passaggio semplice.
    Noi incontriamo ogni giorno aziende che, consapevoli della necessità di attuare un cambiamento nei propri processi produttivi, hanno ancora molti dubbi.

    Come indentificare la soluzione energetica più adatta?
    Come risparmiare davvero sui consumi energetici?
    A chi affidarsi?
    Quali saranno gli effettivi benefici dal punto di vista economico?
    In quanto tempo avrò un rientro dell’investimento?

    Queste sono solo alcune delle domande a cui rispondiamo ogni giorno. E alla luce della nostra esperienza, la nostra risposta è sempre: soluzioni multi-tecnologia, declinate secondo un servizio personalizzato “chiavi in mano”.

    Grazie ad un’offerta multi-tecnologia integrata, il Gruppo TESYA, con XIBER e CGT, è infatti in grado di accompagnare i clienti industriali (imprenditori e aziende) fortemente energivori lungo tutto il percorso di transizione energetica, dalla diagnosi iniziale fino all’ottimizzazione in esercizio.

    Perché scegliere una soluzione multi-tecnologia chiavi in mano?

    Le aziende che vogliono ridurre i consumi energetici e, al tempo stesso, rendere la propria produzione maggiormente sostenibile hanno davanti molteplici possibilità a seconda delle proprie specifiche esigenze.

    Ne citiamo qualcuna: produzione da energia solare, sistemi di accumulo e gestione dell’energia, impianti di co/trigenerazione a gas naturale e a biogas, soluzioni per l’illuminazione efficiente, sistemi a pompa di calore, contratti per la fornitura di energia verde certificata – affiancando sempre studio del processo produttivo, diagnosi energetica, supporto alla definizione degli obiettivi di efficienza energetica e riduzione emissioni, fino a programmi di monitoraggio remoto, asset management e ottimizzazione produzione, O&M e programmi di finanza agevolata.

    Come scegliere la soluzione migliore per il tuo business?

    L’approccio migliore è quello integrato che prevede la combinazione di diverse tecnologie, strumenti e servizi in un unico progetto di efficientamento energetico. In questo modo le aziende possono davvero massimizzare i benefici dell’investimento iniziale.

    Vediamo nel dettaglio qualche esempio concreto.

    XIBER CGT infografica 1

    1) Per un’azienda impegnata nella lavorazione di inerti e produzione di conglomerati bituminosi e calcestruzzi che aveva la necessità di intraprendere un percorso di sostenibilità e abbattere i costi energetici, abbiamo disegnato una soluzione multi-tecnologia di decarbonizzazione che ha previsto:

    • Diagnosi energetica
    • Accesso finanza agevolata
    • Nuovo impianto fotovoltaico
    • Elettrificazione delle cisterne bitume
    • Riscaldamento industriale con pompe di calore
    • Progettazione/revamping impianto elettrico di stabilimento
    • Sistema di monitoraggio e controllo produzione e consumi

    Quest’approccio integrato ha permesso all’azienda di raggiungere due obiettivi importanti: -35% di energia totale acquistata e -35% di emissioni CO2 all’anno.

    2) A un’azienda del settore food impegnata nella produzione di pasta fresca surgelata abbiamo accostato alla cogenerazione il ricorso a energie rinnovabili con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica del ciclo produttivo. Il progetto ha visto:

    • il revamping dell’impianto di cogenerazione esistente;
    • l’integrazione della cogenerazione con un impianto fotovoltaico da 2,5 MWp;
    • un sistema di monitoraggio e ottimizzazione che sfrutta l’AI per gestire gli asset energetici per la massima efficienza.

    Il risultato finale?
    -16% di energia totale acquistata e -2.900 t/anno di emissioni di CO2.

    Questi esempi, e potremmo citarne a decine, ci dimostrano come un approccio multi-tecnologico e chiavi in mano può davvero fare la differenza, creando un sistema sinergico in grado di ridurre drasticamente i costi e semplificare la gestione e il monitoraggio.

    Tutto in uno

    E arriviamo così al secondo punto da tener presente quando parliamo di transizione energetica: scegliere più soluzioni tecnologiche potrebbe sembrare complesso, a causa di uno svariato numero di interlocutori e aziende con cui confrontarsi.

    La vera svolta in temini di ottimizzazione dei risultati sta nell’avere un unico interlocutore, dalla diagnosi energetica iniziale fino all’ottimizzazione in esercizio, capace di proporti un progetto a 360° personalizzato sulle tue necessità e “chiavi in mano”.

    Per identificare il giusto “mix” di soluzioni in grado di apportare dei benefici energetici tangibili e misurabili è fondamentale che il partner parta dalle specifiche esigenze dell’azienda mediante un’analisi dettagliata.

    Non esiste una soluzione universale che va bene per tutti. Solo un progetto di transizione energetica costruito sui tuoi obiettivi può portare a:

    • un’effettiva riduzione dei costi;
    • un più rapido ritorno dell’investimento;
    • una massimizzazione dei benefici;
    • una riduzione delle emissioni di CO2.

    XIBER e CGT, le due società del gruppo TESYA impegnate nelle soluzioni energetiche, ti possono supportare in ogni passo del percorso di transizione energetica; hanno, infatti, dato vita a una Task Force Energia in grado di costruire per te un progetto su misura chiavi in mano.

    In particolare, la nostra Task Force Energia, dopo uno studio di fattibilità basato sulla tua situazione, ti propone una soluzione personalizzata che ti consente un risparmio significativo in termini di energia, di costi, e di minori emissioni. Parallelamente è in grado di offrirti un piano di implementazione, investimento, consulenza per l’accesso alla finanza agevolata e il calcolo del business plan complessivo con il dettaglio dei risparmi.

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